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Da Praga - Appello All’azione Globale Attivisti da tutto il mondo che sono ancora uniti a Praga mandano questo appello all'azione per iniziare una campagna mondiale contro la criminalizzazione e la repressione di cui siamo oggetto in questa citta' e di cui sono oggetto i nostri movimenti in tutto il mondo. E' un documento lungo e denso ma riteniamo importante che sia distribuito e discusso a livello locale, e speriamo che queste discussioni risultino in azioni e riflessioni in un contesto in cui esiste un interdipendenza sempre piu' elevata fra collettivita' autonome e attivisti. L'introduzione presenta la nostra prospettiva circa il processo generale di criminalizzazione a livello globale dei nostri movimenti. I prossimi paragrafi spiegano cio' che e' avvenuto e sta ancora avvenendo a Praga, come un esempio di cio' che vediamo essere una strategia a lungo termine simile a quella utilizzata 30 anni fa, e relazionandola al contesto sempre piu' duro che tocca coloro che non possono o si rifiutano di partecipare alla cultura dominante. In seguito, su queste basi, esprimiamo l'appello per un'azione globale, e come parte di questa formulazione, chiarifichiamo la nostra posizione sulla "violenza". La prima parte del documento si conclude coll'esprimere gli obbiettivi a lungo termine di questo appello. Nella seconda parte del documento descriviamo delle proposte d'azione concrete e gli obbiettivi immediati delle azioni di disobbedienza civile che avverranno a Praga. La versione originale di questo documento puo' essere trovata su http://x21.org/s26/appello.htm ******** "Non diventi un dissidente semplicemente perche' un giorno decidi di intraprendere questa carriera inusuale. Ne sei buttato dentro dal tuo senso personale di responsabilita', insieme ad un complesso di circostanze esterne. Sei emarginato dalle strutture esistenti e messo in una posizione di conflitto con esse. Comincia come tentativo di svolgere bene il proprio impegno e finisce coll'essere etichettato come un nemico della societa'" -scritto dal presidente Ceco Vaclav Havel, molti anni fa'. Noi siamo persone che lottano per la vita e la liberta' di tutti i popoli. In questo processo mettiamo in discussione gli interessi di quelli al potere, ed e' per questo che siamo criminalizzati in tutto il mondo dallo stato e dalla maggior parte dei media. Ogni stato ci sta criminalizzando attraverso la falsa informazione che divulgano con comunicati e dichiarazioni, usando le forze di polizia come strumento di repressione e il sistema giudiziario e penale (braccio esecutivo delle pene). La maggior parte dei media contribuiscono a questo processo mostrando in modo sensazionale solo la parte di cio' che succede nelle strade, cio' che corrisponde ai preconcetti che essi hanno contribuito a creare, trivializzando i motivi che ci muovono, presentandoci come una massa omogenea (nascondendo deliberatamente le diversita' di pensiero e azione, che per noi sono un valore di per se'), giustificando la repressione scatenata e ignorando cio' che avviene nelle galere. Questi due processi si uniscono creando un circolo vizioso che costruisce una immagine negativa di coloro che lottano per valori positivi, che ha come risultato la separazione graduale dai settori della societa' non direttamente coinvolti nel processo di cambiamento sociale. Cio' fa si che lo stato possa irrigidire il suo sistema giuridico e definire come "terrorismo" le attivita' che hanno come solo obbiettivo quello di incrementare la partecipazione diretta -GRASSROOTS- nel processo politico. Cio' che sta accadendo a Praga e' un esempio innegabile di questo fenomeno. Lo stato e i media hanno cercato di criminalizzare le proteste contro il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale (BM) sin dall'inizio del processo preparatorio. Questo intento e' evidente nelle dichiarazioni il cui scopo e' demonizzare il nostro movimento, costruire un ambiente ostile dominato dal terrore cosi' da impedire che la popolazione Ceca partecipi o supporti le proteste. Il ministero degli interni ha pubblicato comunicati raccomandando la popolazione di fare scorta di cibo e medicinali, e raccomandando ai proprietari di piccoli negozi di non provare a difendere le loro imprese dai dimostranti poiche' cio' sarebbe stato un rischio per la propria vita. Le scuole sono state chiuse per una settimana e in molti casi alle famiglie e' stato chiesto di produrre dichiarazioni scritte che gli studenti avrebbero passato quella settimana fuori da Praga per "proteggere" i gi Lo sforzo per cercare di criminalizzare la mobilitazione del 26 non e' solo rimasta a livello di dichiarazioni: una piccola protesta ad aprile, in concomitanza con il meeting a Washington della Banca Mondiale e del Fondo Monetario fu attaccata in modo violento dalla polizia, con l'intento di procurare materiale grafico sensazionalista ai media che corrisponde alla visione che il ministro degli interni cercava di creare. Questa campagna di diffamazione ha avuto successo nel creare terrore, nel distaccare l'opinione pubblica dalle proteste preparando il terreno per alti livelli di repressione. L'efficacia di questi mezzi di intimidazione e repressione forgiata contro i manifestanti e' particolarmente triste soprattutto nel contesto della Repubblica Ceca, poiche' dimostra quanto sia breve la memoria storica della gente. Proteste non molto differenti da quelle del 26 al 28 Settembre hanno contribuito al processo di liberazione dal regime Stalinista 11 anni fa, ma l'intimidazione dello stato sembra funzionare ancora come uno strumento per impedire tentativi di partecipazione politica dal basso. Questa repressione e' stata in oltre coordinata a livello internazionale, l'esempio piu' evidente e' l'esistenza di un ufficio dell'FBI a Praga da mesi. Uno dei risultati piu' noti di quest'ultima coordinazione e' stata la "lista nera" che a proibito l'entrata nella Repubblica Ceca a oltre 200 persone reputate "pericolose". La repressione piu' dura e sofisticata e' cominciata il 26 settembre. La strategia adottata dal ministero degli interni e' stata mirata alla provocazione di situazioni che si conformavano con le aspettative della stampa senzazionalista, facendo si che si potesse giustificare l'atmosfera di terrore creata i giorni prima e che si potesse soffocare la protesta, violando i nostri diritti e liberta' senza preoccuparsi di quale avrebbe potuto essere la reazione dell'opinione pubblica. Una volta creato questo clima la repressione si e' potuta scatenare arbitrariamente su chiunque scendesse in strada per esprimere le proprie opinioni politiche. Gli osservatori legali hanno testimoniato situazioni che ci fanno concludere che almeno parte di queste azioni sono state prestabilite dalle forze dell'ordine. Dal loro lato i media Cechi hanno divulgato delle immagini selettive e devastanti della manifestazione, riportando solo le immagini piu' sensazionali e producendo articoli ed editoriali che hanno solamente contribuito a criminalizzare le proteste e a distogliere l'attenzione pubblica dalle ragioni per cui esse sono avvenute. Una volta creato questo clima, la repressione si e' potuta scatenare arbitrariamente su chiunque scendesse in strada per esprimere le proprie opinioni politiche. Come constatato dalle reti televisive straniere anche giornalisti e passanti che non avevano alcuna connessione con le proteste sono stati picchiati. Ma l'aspetto piu' preoccupante della repressione e stato cio' che e' successo nelle carceri: come affermato da team di osservatori legali indipendenti, ai prigionieri sono negati diritti umani e legali fondamentali, come il diritto al cibo e acqua, o il diritto di contattare un avvocato. Un grosso numero di persone sono state picchiate o sono state soggetto a vari gradi di molestie fisiche e psicologiche, che e' di per se inammissibile e speriamo diventi oggetto di denuncie e investigazioni alla polizia. Ma il fenomeno piu' significativo frutto della repressine a Praga sono i casi di "persone scomparse". Molte persone mancano ormai da giorni se non da settimane, e i loro compagni e avvocati non hanno avuto l'opportunita' di comunicare con loro, facendo il lavoro degli assistenti legali praticamente impossibile. La banca dati dell'ufficio degli osservatori legali contiene ancora i nomi di oltre 70 persone in stato di "arresto" o "scomparso" e non possiamo sapere l'accuratezza di questi dati visto che il Ministro degli interni si rifiuta ancora adesso di rendere accessibili le liste di individui arrestati durante la manifestazione. Una prima lista e' stata fornita dall'ambasciata Ceca di Londra ai media inglesi grazie alla pressione delle proteste avvenute per tutta l'Inghilterra; comunque il ministero degli interni mantiene ancora segretezza e mancanza di trasparenza riguardo queste informazioni, atteggiamento caratteristico di un regime dittatoriale. Le uniche istituzioni che sembrano poter ricavare informazioni sono le ambasciate dei rispettivi paesi da dove provengono i carcerati, ma la maggior parte di queste (in particolar modo quelle degli Stati Uniti, della Germania, della Spagna, Polonia, Ungheria e Russia) hanno dimostrato disinteresse riguardi le violazioni dei diritti umani. Ad esempio, la risposta dell'ambasciata Spagnola interpellata riguardo l'arresto di due ragazzi di Madrid e' stata "questo e' un vostro problema!"(4). La mancanza di considerazione e interesse dei vari governi riguardo la violazione di diritti fondamentali di coloro che stanno subendo questa repressione sproporzionata ha fatto si che la violenza subita nei carceri e negli ospedali restasse impunita. Nel suo complesso la situazione a Praga e' di totale ipocrisia: la "calda" immagine della violenza nelle strade, incompleta e parzialmente finta , e' opposta alla fredda realta' invisibile di cio' che succede fuori dalla portata delle video camere o fra le mura delle carceri quando i detenuti rimangono nelle mani delle torture della polizia. il gruppo di osservatori legali indipendenti sta preparando un resoconto preliminare con informazione dettagliata su i casi documentati di violazione di diritti umani all'interno delle carceri e delle stazioni di polizia. Ora riporteremo solamente il caso ben documentato delle atrocita' sofferte dalla compagna Chris Mach (nome ufficiale Sylvia Yolanda Mach), come esempio di che livelli puo' raggiungere la perversita' dello stato. Troverete un sunto del suo caso nell'appendice. Chris e' solo un esempio, ci sono ancora molte altre persone in carcere. A parte le 70 persone di cui non si hanno ancora notizie, possiamo dire con certezza fondata che almeno 2 Cechi, 5 Rumeni, 5 Ungheresi, 1 Ucraino, 3 Tedeschi, 2 Danesi, 2 Spagnoli, 1 Polacco e 1 Austriaco sono ancora in stato di arresto, ma non possiamo dire quante persone ancora possano essere nella stessa situazione senza che nessuno sappia di loro. L'unico commento del Ministro degli Interni e' stato che per quanto gli riguarda non ci sono stati alcuni abusi nei carceri e che se ci fossero st Cio' che sta avvenendo a Praga e' chiaramente la continuazione di pratiche deplorevoli di regimi autoritari. Tristemente, la maggior parte dei media hanno fino ad ora risposto fedelmente alla propaganda del ministro degli interni: presentando le proteste come atti quasi-terroristici, ignorando le loro motivazioni e le diversita' che esse incorporavano, informando in modo parziale e alquanto limitato sulla violenza di stato avvenuta, presentandola come necessaria e legittima e in alcuni casi anche come persino insufficiente. La maggior parte dei media hanno anche preso le informazioni e i dati statistic Trent'anni fa i servizi segreti di tutto il mondo hanno usato strategie di criminalizzazione molto simili a quelle adottate a Praga per smantellare i movimenti -grassroots controcultural movement- che stavano diventando una minaccia seria per il sistema. A Praga negli ultimi mesi c'e' stata una grossa concentrazione di servizi segreti e di agenzie di intelligence di vari paesi occidentali, che hanno lavorato a fianco del Ministero degli Interni Ceco. Se l'intento di questo complesso meccanismo di sicurezza (in cui la Repubblica Ceca e altri paesi hanno investito grandi quantita' di tempo e denaro) e' stato quello di mantenere ordine in questa citta' durante i convegni della BM e del FMI, dobbiamo concludere che hanno fallito a tutti i livelli, s Ma dato il tempo e risorse che sono state devolute in preparazione al 26, crediamo che il loro intento non si limitasse solo a questo. Non possiamo provarlo ma abbiamo ragione di credere che il vero intento dell'operazione poliziesca fosse di manipolare attentamente l'opinione pubblica (con l'aiuto dei media) con l'obbiettivo di legittimare metodi di controllo e repressioni dure ed illegale durante le proteste, e di progredire nella preparazione delle condizioni per la criminalizzazione delle no Come parte di tutto questo crediamo che la repressione usata a Praga sia stata un "laboratorio" per testare quanto sia possibile portare avanti in modo duro e apertamente illegale metodi di oppressione come ad esempio fare scomparire le persone. Lo stesso processo sta accadendo in tutto il mondo in contesti locali differenti, ma a causa delle stesse ragioni ed usando le stesse strategie. Nei prossimi giorni manderemo ulteriori informazioni su esempi piu' concreti e duri di cio' che e' successo a Praga, ad esempio cio' che sta accadendo in Bolivia, dove le azioni organizzate da movimenti popolari contro la privatizzazione dell'acqua e della terra si sono conclusi con 11 morti e centinaia di feriti; e in Colombia, dove i livelli stratosfe Ad un livello piu' generale uno dei risultati concreti della criminalizzazione dei processi di cambiamento sociale e' l'irrigidirsi dei sistemi giuridici di tutto il mondo, nella progressiva eliminazione dei diritti e della liberta' ottenute dopo secoli di lotta sociale. La nuova legge antiterrorista Inglese di recente approvata dal governo laburista, un grande passo verso la lenta e silenziosa istituzionalizzazione di uno "stato di emergenza permanente" esemplifica questa tendenza che puo' essere osservata in tutto il mondo. A livello piu' profondo la criminalizzazione globale del cambiamento sociale e' chiaramente associata, allo stesso livello globale, alla criminalizzazione della poverta'. Sempre piu' persone nel mondo si trovano immerse in un circolo vizioso di poverta' e "criminalita'" provocata dalla mancanza di alternative da un sistema che si nutre dell'abbassamento del tenore di vita di milioni di persone concentrando le ricchezze nelle mani di pochi. Il capitalismo dimostra di essere cosi' flessibile da tr Non siamo sorpresi dal fatto che siamo stati vittime di tale repressione, visto che ci siamo abituati, ma il livello della violenza di stato e di perversione e manipolazione dell'informazione raggiunte a Praga sta andando oltre ogni nostra aspettativa. Siamo preoccupati dalle conseguenze a lungo termine che potrebbero derivare dal lasciare che un altro capitolo nel processo di criminalizzazione di coloro che lottano per la vita accada senza una risposta adeguata alla natura del problema. Pensiamo di esser ancora in tempo per fermare questo processo, ma se impieghiamo troppo tempo per reagire e' probabile che facciamo la stessa fine di molti altri movimenti che sembravano inarrestabili. Percio' lanciamo un appello mondiale per reclamare la legittimita' delle nostre azioni e per agire contro la criminalizzazione da parte dello stato e dei media di tutti coloro che lottano per la vita e la liberta'; una campagna di azione globale per la dignita' di tutti coloro che non vogliono contribuire a questo stato di cose. Proponiamo che coloro che si identificano con i problemi descritti in questo appello agiscano sui problemi di criminalizzazione e repressione a livello locale, ma coordinati a livello mondiale, cosi' che le nostre voci possano essere sentite piu' forti. Proponiamo una catena globale di azioni di denuncia contro la criminalizzazione e la manipolazione dei media. Le azione possono essere creative e diverse fra loro come lo sono i nostri movimenti, ma proponiamo che si riferiscano tutti ad uno slogan in comune che gli dia unita' e coerenza: proponiamo che esso sia: "se lottare per la vita e la liberta' e' un crimine, anch'io sono un criminale". Dato che questo e' un appello all'azione diretta, la gente che ha formulato questo documento vede necessario puntualizzare la propria posizione sulla "violenza", visto che e' stato proprio questo l'elemento usato come scusa dal sistema per criminalizzarci. Siamo contro qualsiasi tipo di aggressione alla vita e alla salute proveniente da chiunque e diretto a chiunque. Alcuni di noi credono fermamente nella legittimita' di azioni di distruzione della proprieta', quando queste azioni sono dirette a E' per questo che lottiamo contro la violenza imposta dal capitalismo globale, rispettando la diversita' dei metodi, cercando di avanzare verso l'obiettivo con coerenza. Il grande interesse dei media per le vetrine spaccate del McDonalds o altre azioni simili ha servito uno scopo ben preciso: quello di distrarre l'attenzione dal fatto trasparente e chiaro che la vera violenza non viene dai movimenti sociali ma traspare piuttosto nella poverta' e distruzione imposta dal sistema capitalista con l'aiuto di strumenti come la BM o il FMI. In questo appello non ci soffermeremo a descrivere questa violenza in modo dettagliato ma vorremmo sottolineare ancora una volta c Il livello di sfruttamento, oppressione e sofferenza provocata da questo tipo di ingiustizia di dimensioni storico temporali sconosciute, si manifesta in una violenza strutturale, genocida e ecocida talmente prevalente che e' diventata parte della vita di tutti i giorni e percio' quasi accettata e trasparente. E' ironico che coloro che vogliono denunciare questa violenza e renderla visibile a gli occhi di tutti ponendola come un problema, vengono criminalizzati con la scusa di essere "violenti". Speriamo di continuare ad avere la possibilita' di combattere questa violenza e di poter contare sul supporto e partecipazione attiva di porzioni della popolazione sempre piu' numerose. Ma se lasciamo che continui questa criminalizzazione ingiustificata delle nostre attivita', non sara' piu' possibile mantener Per concludere vorremmo puntualizzare che anche se la mobilitazione proposta da questo appello ha come obbiettivo immediato di diminuire la pressione e l'aggressione su di noi inflitta dai media e dalle autorita', lobbiettivo finale e' un altro. Cio' che veramente speriamo e' di incoraggiare la gente di tutto il mondo a riflettere sul loro ruolo nella societa' che e' basato sulla morte e la distruzione, e a riflettere su cosa potrebbero piuttosto fare per la vita e la liberta'. Poiche' ci sembra Cio' puo' accadere solo se sempre piu' numerose porzioni della societa' accettano la loro responsabilita' collettiva e individuale di partecipare in modo attivo al processo politico con la finalita' di raggiungere livelli sempre piu' alti di autogestione e autonomia decisionale sul destino delle nostre vite. E' a causa di questo impegno comune che siamo parte di un movimento globale la cui unita' e' radicata nel rispetto delle proprie diversita', una lotta che per fortuna non e' definita, controllata o diretta da niente e nessuno, che non e' nient'altro che la continuazione, in questa era di controllo globale, del processo di resistenza al potere che e' sempre esistito e sempre esistera'. Le azioni che si terranno a Praga sotto questo slogan e che vorremmo proporre saranno le seguenti: *delle persone si faranno arrestare dopo un'azione preannunciata e si rifiuteranno di lasciare il carcere fin quando non verranno soddisfatte delle richieste (vedi sotto). *coloro che non andranno in carcere rimarranno fuori strappando in pubblico i loro documenti di identita' mostrando che non vogliono far parte di uno stato repressivo. *verranno raccolte firme cosi' che coloro che non possono o non vogliono praticare disobbedienza civile e azione diretta, possano ugualmente esprimere la loro opinione: e' piu' importante lottare per la vita e la liberta' che essere accettati dal sistema dominante. *chiederemo ai media di riflettere sul ruolo che stanno svolgendo in questo processo di criminalizzazione e repressione ingiustificata. Gli contesteremo il fatto che le idee radicalmente differenti da quelle del discorso dominante non vengono mai rappresentate dai media. Speriamo accettino questa sfida e gli chiederemo di pubblicare in modo integrale questo appello per presentare almeno un altro punto di vista su quello che e' successo a Praga e che sta succedendo nel resto del mondo a persone c Le domande immediate di coloro che faranno azioni a Praga sono: *il rilascio senza denuncia per i prigionieri ancora trattenuti in carcere dopo le proteste del 26 e la restituzione dei loro effetti personali. *pubbliche del ministro degli interni Ceco per la criminalizzazione e manipolazione dell'informazione di cui siamo stati oggetto. A parte le richieste immediate, speriamo che avvenga un ampliamento del discorso a livello di dibattito pubblico che spinga lo stato della Cecoslovacchia a rivalutare la propria posizione riguardo la repressione e criminalizzazione del movimento. Incoraggiamo i movimenti, attivisti e organizzazioni che si sentono identificati nel contenuto di questo appello a contribuire organizzando le proprie azioni per rendere piu' visibile la repressione e la criminalizzazione. Visto che cio' che e' avvenuto a Praga ha un carattere globale, sarebbe positivo se le azioni incorporassero elementi che le collegassero alla repressione che sta tuttora avvenendo nella citta'. Speriamo che le nostre domande immediate allo stato della Cecoslovacchia abbiano r Faremo una lista delle iniziative svolte e dei risultati ottenuti in giro per il mondo. Come possibili idee per azioni a parte quelle gia' menzionate, suggeriamo campeggi collettivi davanti al Ministero degli Interni del proprio paese, raccolta firme sotto lo slogan suggerito in modo da spargere informazione sull'accaduto, azioni collettive, presidi delle ambasciate o consolati Cechi, come sta gia' accadendo; azioni visibili come l'esposizione di striscioni che colleghino i casi di repressione locale a quella avvenuta a Praga; azioni contro le istituzioni multilaterali complici del Incoraggiamo anche i gruppi e le organizzazioni che non aderiscono con tutti i contenuti politici e ideologici di questo appello ma che considerano necessario agire contro l'oppressione e la negazione dei diritti umani che sta ancora avvenendo a Praga e in tutto il mondo in forme differenti, a partecipare nel modo che ritengono opportuno. In solidarieta', alcune persone di Praga (e altri posti). APPENDICE: il caso di Chris Mach - http://x21.org/s26/repression.htm#chris ______________________ (1)citato dal Prague Post, 2 Agosto, 2000. (2) citato da Hospodarske Noviny 1 Agosto, 2000. (3) ad esempio una delle persone che ha partecipato nelle azioni del McDonalds (una delle azioni che ha ricevuto molta attenzione da parte dei media) ha in seguito attraversato il cordone di poliziotti anti-sommossa, che nemmeno i giornalisti erano autorizzati a oltrepassare. Ci sono delle testimonianze di varie persone coinvolte in azioni di distruzione di proprieta' che in seguito rientravano nelle linee di polizia, mostrando una specie di cartellino di identificazione. Inoltre esistono video (4) vedi http://www.sindominio.net:9673/ACP/970229351/index_html. (5) nellOttobre 1999 e' avvenuta una manifestazione fascista attivamente protetta dalla polizia. Gli antifascisti che hanno provato a bloccare il ponte da dove i neo-nazi intendevano far passare il percorso della loro manifestazione, sono stati aggrediti e fermati brutalmente dalla polizia. Ci sono immagini della manifestazione del 26 Settembre dove la polizia e' ripresa mentre tranquillamente con degli skin-heads che indossavano magliette con slogan sul colore della pelle. (6) Indice del Benessere Umano, Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP). |